Intervista a Paolo Vallerga mente dei The Experiment no.Q !

Nell’evento In Nomine Matris a Capo di Ponte incontrai un simpatico musicista che riconobbe la mia maglia dei Leaves’ Eyes (ebbene sì sono un fan) e mi portò all’attenzione la sua band.
Ovviamente quando tornai a casa andai alla ricerca di materiale da ascoltare e fu così che diventai una emoticon di whatsapp, quello con la bocca aperta e mani in faccia tipo urlo di Munch !
Era una band straordinaria, divorai canzone su canzone e mi venne la folle idea di proporgli una intervista, lo contattai e incredibilmente accettò !!! Il risultato ? Leggetelo quì sotto !!!
In alto le corna !!!

Ciao Paolo intanto benvenuto in Una Pinta di Metal, ti ringrazio per la disponibilità che mi hai dato e comincio subito dicendo che i The Experiment no.Q sono stati una bellissima sorpresa tra le mille band che si trovano in giro, quindi ti chiedo: come nasce il progetto The Experiment no.Q ?
Ciao, intanto, grazie per avermi contattato dopo il nostro breve incontro in quel di Capo di Ponte.
Il progetto The Experiment no.Q è nato nel momento in cui doveva evidentemente nascere…. ed è stato un vero “esperimento”! Mi spiego. Per molti anni avevo appeso la chitarra al chiodo pur continuando a scrivere musica e registrare tracce, scrivere testi e storie. Io sono un creativo, non mi occupo solo di musica, ma di grafica, teatro di improvvisazione, giochi da tavolo… e scrivo. Ora a seguito di un progetto che avevo iniziato a sviluppare per i Therion (“Therion 011” un gioco da tavolo ufficiale per la band svedese, con annesso cortometraggio e romanzo che uscirà quest’anno…) ho stretto un forte legame di amicizia con Nalle (Påhlsson) e quasi per caso gli ho detto che se avessi avuto occasione di registrare in maniera professionale i miei brani mi sarebbe piaciuto averlo nel progetto. Il suo entusiasmo mi ha sorpreso molto e ha avuto un effetto domino su tutta una serie di miei amici musicisti che si sono entusiasmati al progetto sapendo che vi partecipavano altri grandi nomi. Così e stato per Andrea Palazzo, fantastico chitarrista napoletano, grande session man (ex Osanna con svariate altre grandi colaborazioni), così è stato per Mattia Garimanno battersita del Castello di Atlante e così via. Per un totale di 15 musicisti nel primo capitolo e altrettanti nel secondo!!! In sostanza ho proposto le mie canzoni e la storia che avevo scritto e mi sono affidato alla grande qualità degli interpreti. Questo è l’Experiment. In effetti più che una Band è una bella famiglia allargata che dal vivo racconta una storia a prescindere dai suoi interpreti!

Mi hanno sorpreso le sonorità della band, è un suono particolare, un misto di malinconia, chitarre graffianti e melodie dolci, è stato difficile trovare questo sound e l’amalgama tra tutti i musicisti o è venuto tutto naturalmente ?
Tutto “nature”!!! Anche qui occorre spiegare che l’esperimento era anche mettere insieme musicisti provenienti da mondi musicali completamente diversi per creare un’alchimia unica. Quindi ho praticamente abbinato le voci e i musicisti in base all’atmosfera che volevo creare e il primo album ha suoni e armonie molto lontane tra un brano e l’altro. La cosa divertente è che l’esperimento raccontato nella storia dei dischi si fonde con il reale esperimento (e se vogliamo azzardo) che abbiamo voluto creare. In sostanza ci troviamo di fronte ad una matrioska metal!!!

Mi permetto di dire che portate una ventata di aria fresca nel panorama Metal di oggi, il tema steampunk funziona, strizzate l’occhio a diversi generi e così nelle vostre canzoni ci sono continue contaminazioni sonore, come nasce una canzone dei The Experiment no.Q ?
Intanto grazie ancora, mi fa piacere l’idea di portare un refolo di fresco metal. Una canzone Experiment nasce nei modi più svariati… da una poesia che ho scritto, da un’immagine che ho disegnato o da uno sguardo di una donna… un sorriso… in sostanza quando c’è l’ispirazione, come in tutte le cose. Il divertente è convogliare nella storia principale il sentimento che rappresenta per me una canzone… In sostanza scrivo come qualsiasi scrittore, non saprei aggiungere altro. Sono emozioni che sgorgano in automatico. Alle volte registro un riff e altre parto dalle parole.
Il tema steampunk funziona perché io in fondo sono un po’ steampunk, sono un artista di metà ottocento non solo per l’età!!! Ad ogni modo alcuni riff che trovi negli album hanno origini “antiche” e forse per questo le sonorità si rifanno a generi molto diversi…

Veniamo agli album. The Experiment no.Q Episode I e Right After The Experiment no.Q sono concept album sulla storia di uno scienziato che ruba il talento dei musicisti per servirsene a sua volta, scrivere un’opera (perché di questo si tratta) Metal di questa portata a che difficoltà vi ha messo davanti ? A cosa ci si è ispirati per la trama?
La storia è venuta fuori in automatico proprio per l’effetto Matrioska di cui parlavo prima… la storia dei dischi è questa: Uno scienziato un po’ folle vuole creare la vita, in stile Frankenstein, ma lui vuole dar vita alla sua ispirazione, rendere vera “la donna del sogno”. Per farlo compone 10 canzoni dai poteri alchemici straordinari, queste canzoni ruberanno (a loro insaputa) le anime dei musicisti che le suonano, convogliandole in una macchina (steampunk ovviamente). Una volta catturate queste anime il professore si collegherà lui stesso alla macchina e darà vita all’esperimento vero e proprio. Le anime imbrigliate nella macchina creeranno la vita.
Il primo album rappresenta queste dieci canzoni, molto diverse perché al professore servono molte anime diverse. Nella realtà quando ci siamo trovati in mano il primo album finito e pubblicato il risultato è stato sorprendente anche per noi. Queste dieci canzoni ci sembravano un esperimento riuscito e Mattia (Garimanno che oltre ad essere il batterista del gruppo è il nostro ingegnere del suono nonché titolare della casa discografica) mi ha un po’ spinto a continuare la storia che nella mia testa è venuto fuori in automatico… Così ci siamo trovati Right after the Experiment no.Q… cioè subito dopo l’esperimento. Per questo motivo il secondo album ha un sound più “compatto” perché le anime diverse erano ormai imbrigliate e il professore ha una sua propria identità. Tutta questa storia è più comprensibile nell’edizione Musical dell’Opera andata in scena a gennaio.
Torno alla seconda domanda: partendo dal presupposto che la storia era questa le sonorità sono venute fuori quasi automatiche ma ovviamente anche al grande lavoro di Mattia.

Quali sono i progetti futuri ? Avete in mente altri album sull’opera o vi dedicherete ad altro ?
L’experiment è la storia dell’esperimento quindi finché avrò cose da scrivere legate a questa storia questo progetto starà in piedi. Già nell’edizione musical ci sono tre brani nuovi tratti dal terzo album non ancora uscito… il terzo album si inserisce “nel mezzo”, ma non tra i due precedenti, bensì in mezzo alla storia stessa. Sono tasselli mancanti tra una canzone e l’altra, elementi che servono a chiarire lo sviluppo complessivo della storia.

Avete date live in programma ?
Qui mantengo uno scaramantico riserbo ma mi sento di dire sì. In programma abbiamo due progetti sia per l’edizione musical, sia per concerti live Experiment. Essendo molti musicisti provenienti da mezza europa è sempre molto complicato per noi suonare. Le spese di viaggio sono sempre alte…ed è complesso suonare senza un cachet… ma speriamo di rimediare a breve. Su questo teniamoci in contatto e vi basterà seguire il sito o la pagina facebook Experiment…

Ti ringrazio nuovamente per la disponibilità e vi rinnovo i complimenti per l’ottimo lavoro a nome di Una Pinta di Metal
-Grazie a te e a tutti coloro che vorranno fare un giro nel giardino di ingranaggi del professor Q e rimpolpare le fila dei nostri Q-nauti!

Per info, date e merchandise, cliccate i seguenti link:
The Experiment no.Q (sito ufficiale)
Pagina facebook ufficiale The Experiment no.Q
Per un assaggio ecco due link per ascoltarli:
The Overturned Dreamer – Musical Edition (musical The Experiment no.Q)
The Experiment no.Q – DUST I AM

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