Musica, una forma d’arte schiacciata da questo contesto sociale

Stiamo assistendo allo spopolare di personaggi del panorama trap e del panorama pop che uccidono quotidianamente quel bellissimo mix di suoni, mescolati, adattati, accordati, basati sulle sette note che banalmente chiamiamo musica, ma cos’è la musica ?
La musica è difficile da spiegare, ognuno avrebbe una spiegazione diversa da dare, io do la mia, lontano dalla competenza tecnica che ne descrive la chimica, a me piace spiegare questo argomento da un punto di vista emozionale, come si fa con l’arte, personalmente infatti metto la musica e l’arte sullo stesso piano.
La musica quindi è arte e come tale ha bisogno di tre semplici qualità per esserne definita tale:
1- Il concetto
2- La composizione
3- L’emozione

composizione
Composizione su pentagramma

Tutto parte da un concetto, un qualcosa che si ha da dire, una posizione da condividere che è propria del compositore, un pensiero astratto, una visione propria delle cose, del mondo in cui si vive, una vicenda storica accaduta, qualsiasi cosa ma, di base, ci vuole un concetto da trasporre in forma d’arte.
Ovviamente ogni forma d’arte ha bisogno di essere composta e la musica non ne fa eccezione, chi usa il pentagramma, chi un riff, chi un suono sentito in giro, chi usa molto semplicemente il suono delle parole trascrivendole, per poi ampliarlo e comporre un intero brano. Il concetto va composto come meglio si crede, cercando di dare al concetto la miglior compagna possibile per “farla arrivare” all’ascoltatore. Quindi, la composizione, è come un’auto che serve a veicolare il proprio messaggio (il concetto) all’ascoltatore.
Tutto questo non può essere slegato dall’emozione. L’emozione è quella sensazione che si prova all’ascolto di una canzone, durante la visita di un museo, di fronte a un’opera d’arte, davanti alla quale si prova l’emozione di chi ha scolpito, dipinto o composto quell’opera.

young signorino
Young Signorino, trapper

La musica di oggi ha perso, dopo un processo estenuante, questa dinamica, siamo spettatori infatti della non-emozione, della generazione “chissenefrega” che non ha la voglia e la cultura di portare emozioni e punti di vista, all’ascoltatore, non gli interessa, ma è attratto dall’esatto opposto e cioè l’eccesso, che sia droga, sesso, violenza oppure l’ostentazione della “fama”, non ci si interessa più delle cose importanti come i rapporti interpersonali, le problematiche del quotidiano, non c’è più l’interesse di approfondire e ampliare i propri orizzonti comunicando e sperimentando cose nuove.
Non c’è più interesse, anzi si minimizza all’estremo la musica con basi ripetitive e campionate, scarnificando all’osso la composizione e non sforzandosi nemmeno di ottenere un’intonazione decente e ascoltabili ma affidandosi alla componente elettronica per l’intonazione.

chitarra
Composizione con chitarra

Dei punti citati prima il concetto è nullo per i motivi di cui ho scritto prima, la composizione è anoressica, portata al minimale e l’emozione è totalmente mancante.
Tutto questo rispecchia il nostro periodo storico, probabilmente, anzi certamente, l’ascoltatore vuole questo, il rincoglionito volontario a discapito della qualità e della cultura che il prodotto offre, il consumatore (non è infatti ascoltatore) vuole fagocitare in continuazione prodotti sonori senza parsimonia o senso, giusto per il gusto di farlo.
Questo è più o meno il motivo che mi ha spinto ad aprire questo blog e la relativa pagina Facebook, dopo anni passati ad ascoltare ciarpame spacciato per musica e sia chiaro che non sono contro generi diversi dal rock e dal metal, ho ascoltato e ascolto tutt’ora il rap di Notorious B.I.G. e Tupac, il pop dei Genesis, la classica di Beethoven e Tchaikovsky, il cantautorato di Gaber e De Andrè (mio preferito), il blues di John Lee Hooker e Little Walter e perché no anche la italo dance dei miei anni da teen-ager che negli anni ‘90 aveva un senso diverso rispetto alla elettronica moderna (dovrei aprire una parentesi lunga come un nuovo articolo per spiegare meglio la concettualità della musica elettronica).

ronnie james dio
L’immenso Ronnie James Dio

L’anima rock e metal che cito spesso si ribella a questi schemi, si ribella al rincoglionimento volontario e all’assenza culturale, ed è per questo che negli anni mi sono sempre più sentito a mio agio con questo genere, il Metal come il Rock, rappresenta la libertà totale di essere se stessi in armonia con tutti, la fratellanza ai concerti è l’ideologia che molti cantautori italiani hanno celebrato negli anni ‘60 e ‘70 e questa libertà oggi è minacciata dalla musica moderna e dalla società moderna che ne vuole la commercializzazione e, di conseguenza, il controllo ma lo zoccolo duro del metallo ha insito in sé stesso la forza di resistere come ha fatto fin’ora e lo fa sfornando band (ITALIANE) di altissima qualità, molte volte migliori delle inglesi e delle americane, quindi invito tutti i lettori e ai musicisti di non mollare perché ad oggi si sta lottando più che in passato, non solo per la buona musica e del buon metal ma si lotta per non far morire la libertà che ci siamo guadagnati negli anni addietro.
Come sempre in alto le corna metallari !!!

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