“Dusk Of The Ages” segna il ritorno dei Furor Gallico !

Ritornano, dopo 4 anni dall’ultimo lavoro “Songs From The Earth”, i Furor Gallico e lo fanno con 10 brani di grande valore artistico. Si chiama “Dusk Of The Ages” e ve ne parlerò tra poche righe.
Il quintetto lombardo sguazza da anni nelle calde acque del Folk-Metal, impreziosendo di strumentazioni e sonorità celtiche, un Metal pulito, melodico ed energico, apprezzo molto, l’uso dell’arpa e dei violini che si sposano alla perfezione con la voce della cantante in diverse tracce. La contrapposizione tra il brutale, ma perfetto, growl di Davide Cicalese, l’energico Metal nostrano e la melodia del cantato, sottolinea il concetto di dualità, una concettualità che rende i Furor Gallico uno dei gruppi italiani più eclettici del panorama Folk-Metal.
Ma ora bando alle ciance e veniamo all’album.

furor gallico
Furor Gallico

Il disco si apre con “Passage to a New Life”, una intro con rulli di tamburi e suoni ancestrali che si dipanano con il giro di chitarra e la melodia dei violini che introducono una voce perfetta; la prima traccia serve ad addentrarsi nel sentiero che, i Furor Gallico, ci invitano a percorrere, un sentiero pieno di sorprese.
“The Phoenix” inizia con un batteria che impazza come martellate al cantiere e la cosa che mi sorprende, come ho scritto qualche riga sopra, è il dualismo ben articolato tra il growl e il melodico, questo è un brano potente con una chitarra indemoniata pronta a lasciare spazio ai flauti all’occorrenza, il tutto scorre liscio come i fiumi in primavera.
“Waterstrings” è il singolo che hanno lanciato qualche tempo fa e la sua forza è il suono di arpa che si mescola alle melodie vocali della cantante e ai fiati, che rievocano un misticismo di altri tempi, la canzone diventa magia quando il growl diventa cantato e si unisce alla voce femminile per un coro da far venire i brividi !
Ora mi soffermo un attimo perchè “Nebbia della mia terra” è un brano che mi ha colpito particolarmente per un paio di motivi: il testo in italiano è bellissimo, sia nella metrica che nelle parole, semplici ed efficaci ma i tecnicismi mi piacciono poco, siamo davanti ad una canzone che fa venire la pelle d’oca, i suoni celtici, il growl, la melodia del ritornello, ci fanno viaggiare in posti lontani nella memoria ed è questo che una canzone deve fare, l’effetto collaterale di questo pezzo sarà cantare il ritornello a squarciagola ! Canzone fantastica, potente, chiara e sopratutto da cantare !
Il seguito, è altrettanto spettacolare e ammetto che è la mia preferita, “Canto d’Inverno” è soave, dolce, quasi profuma di miele, ci ricorda che la poesia e la musica si possono avvicinare, dando vita a questi lavori artistici di elevato valore ! Non vedo l’ora di cantarla ad un live !
Poi si parte a bomba con “Starpath” brano tipicamente metal, con violini che fanno da introduzione al growl, profondo e chiaro, tutto fila liscio e ci ritroviamo, senza neanche accorgerci, a quattro tracce dalla fine. “Aquane” inizia con l’arpa che dà un tocco di dolcezza e armonia, la traccia si contorna di violini e da una chitarra che dà peso al brano, un brano con testo in italiano (quindi lo apprezzo ancora di più), il tutto è preciso e curato.
“The Sound of Infinity” spezza l’atmosfera pesante e ci ridona sonorità folk che fa spaziare la mente tra boschi e colline verdeggianti, è una traccia strumentale molto bella con una chitarra che “canta”, davvero un’ottimo brano.
Siamo agli ultimi due brani “Dusk of The Ages” e “The Gates of Annwn” ma andiamo in ordine di tracklist e quindi parliamo di “Dusk of The Ages”.
È il brano che dà il nome all’album e non delude, molto armonico, metal, potenza e leggerezza la contraddistinguono, con il dualismo tra voce femminile e maschile, un mix che, i Furor Gallico, hanno sapientamente costruito con questo album davvero d’impatto.
Il tutto si conclude con “The Gates of Annwn”, un brano da headbanging, energico e preciso, tipico da pogo selvaggio, le melodie sono molto belle e il cantato, in coda al growl, è molto efficace tanto da farmi venire più di una volta la pelle d’oca.

In conclusione, questo album, è bello, energico, con sonorità a volte soavi e a volte potenti, che non tradisce le aspettative, dona emozioni e ha quel tocco magico che ci piace; i Furor Gallico sono tornati e ne siamo felici !
In alto le corna !!!

furor-tour-2019
Le date dei Live fino ad Aprile

Di seguito i link ufficiali della band:
Pagina Facebook Furor Gallico
Sito ufficiale Furor Gallico
Per ascoltare l’album:
Profilo ufficiale Furor Gallico Bandcamp
Pagina ufficiale Furor Gallico su Spotify

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