Dyrnwyn: il nuovo Sic Transit Gloria Mundi è memorabile !

Il nostro paese ha sempre fatto fatica ad accettare la musica Rock, figuriamoci il Metal e il Folk-Metal, ma questo non vuol dire che non produciamo dell’ottima musica in questi generi e i Dyrnwyn ne sono la prova.

Non mi nascondo dietro le parole ma ammetto che, nella mia totale ignoranza, questa band mi era sfuggita (chiedo venia) ho cominciato, così, ad informarmi cercandone informazioni quà e là sul web. Non mi dilungo troppo e riassumo in poche righe chi sono i Dyrnwyn, per poi spiegarvi le emozioni di questo album.
Vengono da Roma e prendono il nome dalla spada omonima che si pensa faccia da base alla leggenda di Excalibur. La band ha all’attivo 3 lavori: “Fatherland”, “Ad Memoria” e l’ultimo “Sic Transit Gloria Mundi”, suonano un Folk-Metal “puro”, che esprime la sua essenza con un sound duro e crudo.
Chiari, efficaci, coerenti e potenti, la loro musica si riassume così.

dyrnwyn
Dyrnwyn

Sic Transit Gloria Mundi è il loro ultimo lavoro; album da nove tracce che trasuda epicità, storia di battaglie e antichi dèi in un paese che non rende giustizia alla sua storia: quella della Roma antica.
Per essere coerenti con il sotto-genere Folk del mondo Metal, bisogna attingere alle proprie radici; per carità piacciono anche a me le storie di grossi vichinghi barbuti che combattono in nome di Odino ma l’Italia ha (insieme alla Grecia antica), nella storia, una posizione di rilievo, un passato glorioso, ricca di mitologia e di grandi battaglie; di questo è giusto, sano e coerente parlarne, in un genere che fa del folklore la propria colonna portante.
La prima traccia è l’omonima che dà il nome all’album, “Sic Transit Gloria Mundi” (“così passa la gloria del mondo”) sancisce l’inizio di un viaggio nel mondo dell’impero romano, un Folk-Metal che ti colpisce allo stomaco e all’orgoglio, non poteva esserci inizio migliore: riff di chitarra, flauti e fanfare rendono epica l’atmosfera e fatemelo dire per la milionesima volta: quando sento i testi cantati in italiano è una goduria assoluta !
“Cerus” è un’ode a Giano, uno degli dèi più importanti nella cultura romana antica. il testo si apre con un’antico canto chiamato “Carmen Saliare” e questa ricerca nei testi rende i Dyrnwyn non una semplice band ma quella scintilla che fa cultura in un paese che ha dimenticato le proprie radici. La musica è coinvolgente, tra una batteria mai doma e una chitarra graffiante.
“Parati ad Impetum è un brano roboante, epico, che parla della Legione romana e nel testo i continui riferimenti latini sono stupendi come l’inizio in cui troviamo uno storico grido di battaglia delle legioni: ” Signa inferre !” (Porta avanti le insegne). Musica e testo si fondono in una perfetta atmosfera che ci racconta storie ed emozioni.
Questo disco è un viaggio continuo, ci fa addentrare nella storia romana e di conseguenza la riviviamo nella loro musica.
“Si vis pacem..” è una strumentale fantastica, il flauto è degna delle migliori colonne sonore, i Dyrnwyn prendono una pausa dai toni martellanti del loro Metal e ci stupiscono con questo brano, si rimane letteralmente a bocca aperta e si è in perfetta sintonia con il titolo, il flauto ci dona quella pace che però…
..deve essere guadagnata in battaglia e infatti “..para bellum” spezza il tono di pace con un giro di chitarra potente e incisiva, dove la batteria dà il ritmo come lo scalpiccìo delle legioni in marcia.
L’attitudine strumentale si ha anche nel brano “L’addio del primo re” che forse risulta la canzone più riuscita sia come cambi di ritmo e sia come fusione tra le parti strumentali e quelle più martellanti.
La storicità di questo disco è disarmante e devo fare un plauso per la preparazione alla band. Nel brano “Il Sangue dei Vinti” si narra la guerra tra Roma e Veio e nel testo si hanno svariati riferimenti storici presi da Plutarco che ne descrive le gesta. Davvero straordinario avere nelle orecchie una musica di qualità (perchè chiariamoci bene, siamo di fronte forse all’unica band in Italia che fa vero Folk-Metal di livello nel senso profondo del termine) con testi storici ben scritti !
“Feralia” ci descrive i giorni omonimi, i quali erano dedicati ai morti. Il senso pagano dell’Impero Romano viene descritto ed esaltato in questa canzone anche grazie ad un intermezzo davvero bello, con i suoni di una fisarmonica che diventa quasi una ballata da headbanging selvaggio.
La traccia che conclude questo magnifico viaggio si intitola “L’assedio di Veio” e descrive il famoso assedio alla città di Veio. La canzone è martellante e ne esalta il lato bellico, la chitarra è come in preda all’estasi, il flauto ne addolcisce l’aggressività mentre la batteria è incalzante; è una conclusione perfetta che esalta la bravura dei Dyrnwyn a tutto tondo !

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Dyrnwyn live at Crazy Bull (Genova)

In conlcusione che vi piaccia il genere o meno, i Dyrnwyn hanno fatto un disco con i controcazzi. Fanno la loro musica, con preparazione, dedizione e passione, senza perdersi nelle mode e nell’esterofilia. I testi sono magnifici e sopratutto cantano in italiano cosa non scontata e che il sottoscritto ama particolarmente.
Insomma ascoltateli, scaricateli, comprategli il disco ma sopratutto andate a vederli se potete perchè sono certo che ne varrà la pena !

In alto le corna 🤘🤘

Di seguito i consueti link:
Pagina Facebook Ufficiale Dyrnwyn
Sito ufficiale Dyrnwyn
Profilo Ufficiale Bandcamp

(foto prese dalla loro pagina Facebook)

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